— IN ALTRE PAROLE… E IMMAGINI!

Una percezione diversa del mondo della fotografia!

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Tag "passione"

Foto di Luigi Ghirri
copyright di @ Luigi Ghirri.

Adoro scattare fotografie. E in particolar modo adoro scattare fotografie in situazioni di luce naturale. Molte delle fotografie che scatto sono in orari o in situazioni che altri fotografi scarterebbero. Luce da serie B che io invece Amo in maniera irrazionale.
Nel commentare una fotografia ho sentito dire: <<non mi piace la luce!>>; come se la luce ce la scegliessimo noi.
So bene che in un certo senso si può intervenire nel processo che precede una fotografia, magari attendendo un momento migliore della giornata, oppure attendendo che la direzione della luce sia ideale.
Perdonatemi! non sempre utilizzo (per scelta!) queste buone consuetudini! Perché?
Mi perdoneranno i grandi maestri della fotografia, ma la risposta che ho trovato è che la luce che deve essere impressa sull’immagine è quella che accende me e che mi fa odorare, sentire lo scatto, quasi fosse un’esperienza sensoriale.
Perché la fotografia è per me lo stimolo più stimolante (scusate il gioco di parole) che più mi fa esprimere meglio.
Quando scatto penso maggiormente a cosa voglio riprendere e che sia funzionale a quello che sento.
Ad un certo punto anche la “luce” è una protagonista che faccio recitare io. E le ombre le faccio danzare come dico io. E a volte se decido di scattare con una “luce diffusa” faccio finire la recita e i balli.
E più importante il mio messaggio e se per esprimermi la luce si deve mettere in disparte come qualsiasi altra cosa… beh si mette in disparte perché quello che mi importa è quello che voglio esprimere!

Non che io sia un grande estimatore di Nicolò Fabi, ma devo ammettere che il senso di questa canzone mi ha portato a riflettere su quanto sia importante avere una “personalità” anche in fotografia.
Perché ormai il mondo della fotografia non è che si distingua molto dal resto del mondo! Negli ultimi 20anni c’è un gran parlare intorno alla fotografia. Se ne parla talmente tanto che ciò che rimane è al 90% rumore!
Non credo che il problema sia lo sviluppo tecnologico che ha permesso ad milioni di persone di fare delle foto. Credo che il problema (perché per me lo è!) stia piuttosto nella loro disciplina, nell’approccio che ne dovrebbe convenire.
Scarto subito tutti coloro che a diritto scattano per divertirsi (salvo poi prendersi maledettamente sul serio!), ma non risparmio chi dice di avere la “passione” per la fotografia. Per me sono due categorie distinte.
Come si traduce questo forte interesse? Tutti abbiamo fatto i primi passi avvicinandoci al mondo delle immagini spinti più che altro da qualcosa che nemmeno sapevamo spiegare, ma che ci conquistava totalmente.
Peccato (o meno male) che non si possa rimanere per sempre bambini! Incominciano le sfide, la scuola.
In fotografia (e non solo) la passione dovrebbe sempre portare ad una evoluzione naturale, a conoscere e approfondire; in generale si riduce in pigrizia, disinteresse, mancanza di volontà e di applicazione.
Grazie al cielo che ci sono i corsi e i workshop da frequentare in cui assorbire come spugne tutta la professionalità e la conoscenza da chi, con una macchina fotografica, riesce a tirare fuori delle immagini buone per farci emozionare e che ha lavorato sodo per arrivare dove è (solitamente).
Sono convinto che non si possono ottenere risultati tangibili e duraturi se non si fa tesoro di ogni cosa a nostra disposizione per migliorarci.
Che senso ha partecipare ad un workshop e poi eslamare fiero:<<… ma tanto a me piace fare così!>>.
Rimanere nel proprio brodo non è sinonimo di “creatività” o di “personalità”!
Forse noi 10% di sognatori rimarremo dei semplici appassionati, ma almeno fieri di aver preso seriamente la nostra passione imparando, ascoltando, apprendendo… come spugne… e cercando poi di mettere in pratica, con la nostra personalità e creatività.