— IN ALTRE PAROLE… E IMMAGINI!

Una percezione diversa del mondo della fotografia!

Vivo sempre insieme ai miei… pensieri!

Non che io sia un grande estimatore di Nicolò Fabi, ma devo ammettere che il senso di questa canzone mi ha portato a riflettere su quanto sia importante avere una “personalità” anche in fotografia.
Perché ormai il mondo della fotografia non è che si distingua molto dal resto del mondo! Negli ultimi 20anni c’è un gran parlare intorno alla fotografia. Se ne parla talmente tanto che ciò che rimane è al 90% rumore!
Non credo che il problema sia lo sviluppo tecnologico che ha permesso ad milioni di persone di fare delle foto. Credo che il problema (perché per me lo è!) stia piuttosto nella loro disciplina, nell’approccio che ne dovrebbe convenire.
Scarto subito tutti coloro che a diritto scattano per divertirsi (salvo poi prendersi maledettamente sul serio!), ma non risparmio chi dice di avere la “passione” per la fotografia. Per me sono due categorie distinte.
Come si traduce questo forte interesse? Tutti abbiamo fatto i primi passi avvicinandoci al mondo delle immagini spinti più che altro da qualcosa che nemmeno sapevamo spiegare, ma che ci conquistava totalmente.
Peccato (o meno male) che non si possa rimanere per sempre bambini! Incominciano le sfide, la scuola.
In fotografia (e non solo) la passione dovrebbe sempre portare ad una evoluzione naturale, a conoscere e approfondire; in generale si riduce in pigrizia, disinteresse, mancanza di volontà e di applicazione.
Grazie al cielo che ci sono i corsi e i workshop da frequentare in cui assorbire come spugne tutta la professionalità e la conoscenza da chi, con una macchina fotografica, riesce a tirare fuori delle immagini buone per farci emozionare e che ha lavorato sodo per arrivare dove è (solitamente).
Sono convinto che non si possono ottenere risultati tangibili e duraturi se non si fa tesoro di ogni cosa a nostra disposizione per migliorarci.
Che senso ha partecipare ad un workshop e poi eslamare fiero:<<… ma tanto a me piace fare così!>>.
Rimanere nel proprio brodo non è sinonimo di “creatività” o di “personalità”!
Forse noi 10% di sognatori rimarremo dei semplici appassionati, ma almeno fieri di aver preso seriamente la nostra passione imparando, ascoltando, apprendendo… come spugne… e cercando poi di mettere in pratica, con la nostra personalità e creatività.

  1. Marco Morelli says: 2 novembre 20159:57

    Caro Tommaso, così come nella vita sentimentale, le passioni sono anche passeggere! Ovviamente condivido il tuo discorso sul cercare di migliorarsi per crescere, ma credo che sia un approccio che fa parte di quella fetta di appassionati VERI, cioè di coloro che tramutano col tempo la passione in Amorr. Ma questo non può essere un diktat, non puoi imporre un “studia e cresci” a tutti. Esistono le passioni effimere, quelle “leggere”, esistono gli amanti da frequentare nei ritagli di tempo… E poi esistono, appunto, le mogli con cui costruisci una famiglia. Io sono per la libertà assoluta… Ognuno deve essere libero di vivere le proprie passioni nella maniera che ritiene più opportuna. E se, rimanendo sulla fotografia, poi non si cresce come fotografi… io la chiamo SELEZIONE NATURALE.

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